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Colazione e informazione: una mattinata al Brufani

Basta una mattinata all’hotel Brufani durante le giornate del Festival per capire lo spirito che anima quest’iniziativa da ormai diversi anni. Alle 9 e mezza l’ingresso della sala  Maggiore pullulava di gente, non si sa se causa dell’invitante colazione offerta da Vodafone o per amore delle notizie. Un’ora dopo si è aperta la porta e, soltanto dopo una corsa generale verso caffè e cornetti, Diego Bianchi in rte Zoro è riuscito a richiamare l’attenzione del pubblico. Una rassegna stampa insolita e dalla vena comica, nel perfetto stile del blogger romano, mediata dalla  professionalità di Antonio Sofi. A completare il quadro, e la parcondicio, ci hanno pensato Giuseppe Cruciani e Filippo Rossi, creatore della nuova testata il Futurista, seduti in prima fila e disponibili ad essere continuo oggetto delle attenzioni di Zoro.

Il pubblico, composto per lo più di ragazzi, ha interagito e commentato con gli speaker i maggiori fatti della giornata: l’assassinio di Arrigoni, il processo contro la Thyssen, il”governo di decantazione” di Pisanu e Veltroni (da vedere se resterà solo un neologismo o si tradurrà in fatti concreti) e la Roma acquistata da De Benedetti. Un’occasione per notare che la maggior parte dei giornali italiani continua comunque a preferire gli eventi nazionali a quelli fuori dai nostri confini, con una sola soprendente eccezione stamattina: L’Osservatore Romano.

Poi un’occhiata alla sala stampa del Festival: tutti frenetici, impegnati a completare foto, servizi, articoli, ma comunque disposti a scherzare e a rispondere alle esigenze più strane di questo festival.  Rincuorante vedere per una volta un luogo di lavoro pieno di giovani che contano.

Intanto nella Sala Raffaello si  è svolto un evento di livello internazionale. Ospiti del calibro di Peter Ludlow, filosofo della tecnologia, Daniel Domscheit -Berg, fondatore di openleaks.org, Dan Roberts del Guardian e Alessandro Gilioli dell’Espresso sono stati invitati a dibattere dell’affaire Wikileaks : anche agli sgoccioli del simposium il pubblico, soprattutto composto di stranieri, sembrava molto partecipe alle questioni sollevate. Su Wikileaks come ulteriore erosione dei confini del giornalismo, così si è pronunciato Gilioli “Giornalismo era la definizione del Novecento, oggi è più corretto parlare di comunicazione,  Wikileaks rientra pienamente fra gli strumenti d’informazione attuali, il dubbio persiste ormai solo a livello giuridico”.

Questa mattinata d’indagine conferma l’unicità di un evento come questo, che concentra l’attenzione sul giornalismo giovane, accattivante e di qualità. Che anche in  Italia vi sia una speranza di migliorare il sistema dell’informazione?

Silvia Colangeli

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